Edoardo Di Mauro

Credo sia un dato di fatto ormai assodato che l'arte, in questo fine secolo, non sia più riconducibile, da un punto di vista interpretativo, agli schemi classici che hanno segnato il cammino dell'avanguardia, almeno fino agli anni '70. In quell'epoca, con l'esaurirsi della "prima fase" del Concettuale può considerarsi terminato il percorso propulsivo dell'artisticità. Da allora il linguaggio dell'arte, pur non vietandosi ad una possibile "modernità", cessa di percorrere un cammino inteso come ininterrotta acquisizione di nuovi dettami teorici e formali, ripiegandosi parzialmente su se stesso in un gioco di citazioni tratte dall'immenso repertorio della sua storia antica e recente ricondotte però, nelle ipotesi migliori, ad un presente col cui immaginario confrontarsi in maniera serrata alla ricerca di una futuribile "nuova immagine". La poetica di gruppo, il procedere intruppati talvolta per reale affinità, in altri casi per "coprirsi" reciprocamente ha conosciuto, in maniera più accentuata dopo la seconda metà degli anni '80, una reale crisi. D'altra parte in una situazione fluttuante e complessivamente priva di certezze era inevitabile che questo accadesse. Gli anni '90 appena iniziati, pur non piegandosi di certo a soluzioni retroattive ed essendo altresì disponibili ad un necessario e naturale rinnovamento delle radici del linguaggio artistico, sono caratterizzati da un eclettismo stilistico che non prevede facili strategie collettive ma privilegia la qualità formale e progettuale del singolo autore. L'arte, dal punto di vista della sua interpretazione ed organizzazione, deve di necessità piegarsi a formulazioni teoriche complessive. Tuttavia non si deve dimenticare che essa è, soprattutto, storia di singoli. In questa alba di decennio l'individualità sta conoscendo quindi la sua meritata rivincita. Ferruccio Ramadori è indubbiamente un artista il cui percorso non è riconducibile ad itinerari precostituiti, pur presentando caratteri di decisa adesione all'estetica del suo tempo. Ramadori è artista duttile, polivalente, in grado di usare varie tipologie espressive all'interno di un discorso continuativo e coerente. Non bisogna dimenticare che egli è anche ispirato poeta, impegnato in una valorizzazione linguistica degli umori forti della sua terra umbra. La carica di positivo vitalismo presente in Ramadori si espleta in un dualismo creativo a metà tra bi e tridimensionale, tra scultura e figurazione. Nei lavori di scultura l'artista è orientato verso un più marcato rigore analitico e formale come in due esempi recenti di cui ho preciso ricordo. Nella "Sezione di un tartufo", del '90, siamo in presenza di una ampia circonferenza metallica suddivisa ad incastri con una ripartizione spaziale piuttosto geometrizzante in cui materiali diversi come acciaio e bronzo si fondono con ottima sintesi e l'insieme, titolo compreso, lascia trapelare una leggera ironia. Nell'installazione all'aperto presentata esattamente un anno fa, nell'iniziativa di "Arredo Urbano" predisposta nell'affascinante spazio perugino di Fontivegge, si aveva invece una struttura lignea ad incastro, striata da grafismi informali che riecheggiavano da vicino la sua sensibilità pittorica. La pittura di Ramadori vive in una dimensione di puro lirismo, caratterizzata da una gestualità segnica vivace, dall'espansione di rapide e nervose tracce di colore che si rincorrono sulla tela in una sorta di "ordinato disordine". Un'informalità pittorica non greve di raggrumato materismo ma eterea e tutta di superficie, fedele alla migliore tradizione "calligrafica" del genere Si avverte che la disposizione dello spazio segue sì i flussi dell'istinto, ma è in grado anche di darsi una precisa organizzazione, come è d'uopo per un artista che pratica con efficacia una disciplina maggiormente regolata da norme compositive come la scultura. Ramadori è quindi operatore che si disimpegna con efficacia tra spunti formali diversi mantenendo inalterata una sua coerenza di linguaggio in un periodo in cui, artisticamente parlando, l'individualità conosce una meritata rivalutazione.